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Radicazioni

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RADICAZIONI: Undicesima EDIZIONE Musica etnica e dibattito sulla viabilità

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di Ettore C. Angiò 

Dal 20 al 22 agosto, come ormai avviene da più di un decennio, si è svolta “Radicazioni – Festival delle Culture tradizionali” organizzato dall’associazione “F.Vuodo” di Alessandria del Carretto, ricco,come sempre,di eventi musicali, culturali e di dibattiti. Quest’anno il tema centrale, già delineato nel sotto titolo del manifesto “scuntruvìerei – resistenza controversa”, riguardava l’abbandono in cui vengono lasciati i piccoli centri interni. Il titolo del primo convegno è già un programma: “Strade interrotte: resistenza all’indifferenza”.
La scintilla che ha partorito questa idea è stata la frana che, il 2 febbraio 2014, ha isolato il paese più alto del Parco Nazionale del Pollino per più di un mese e con enormi disagi per i suoi abitanti. E lo scopo del dibattito, era proprio il richiamo alla presa di responsabilità dei politici che devono dare voce e risposte concrete agli abitanti dei tanti borghi abbandonati, abbandonati dalla politica, forse, perché portatori di pochi voti. I giovani del Associazione “F. Vuodo” non ci stanno e durante un serrato e animato dibattito, davanti ad un folto e interessato pubblico, a cui hanno partecipato Mario Franchino, consigliere regionale, Franco Mundo, sindaco di Trebisacce e Vincenzo Gaudio, sindaco di Alessandria del Carretto, hanno ribadito più volte che non si accontentano solo di promesse ma vogliono i fatti. Molti gli interventi fra i quali ricordiamo gli accorati appelli di Paolo Napoli e Isabella Violante e il pacato contributo di Antonio Veneziano. A questo incontro doveva partecipare anche Mario Oliverio, ma, a sentire qualcuno, non ha potuto farlo per un lutto in famiglia, che, però, non gli ha impedito, la stessa sera, di prendere parte ad un altro evento a Rocca Imperiale. Il numero dei votanti, a quanto pare, conta… e come.
Altra discussione è stata quella su “Le strane parabole del rock festival”, convegno che è partito dal libro di Danilo Gatto, presente all’evento, “Basta tarantelle” e che ha visto la partecipazione di Francesco Lesce e Angelo Maggio. In questa tavola rotonda, si è discusso dei finanziamenti regionali riservati solo ad eventi che hanno “santi” protettori.
Interessanti anche due mostre fotografiche una a cura di Stefano Rago e l’altra di Angelo Maggio che hanno richiamato numerosi visitatori. Stimolante anche il documentario “La natura ispira le mani” di Antonio Perrone e Armando Mangone, che oltre a mettere in evidenza come “le pratiche agricole diventano un ponte tra generazioni, tempi, luoghi radicalmente diversi”, mostra l’importanza dei saperi della civiltà contadina che non devono andare smarriti per le tante valenze da essi portate.
Numerosi i gruppi musicali che si sono alternati nelle tre giornate: i campani de la “A Voce Stesa”, il gruppo dei “Taluna”, provenienti da Torino, quello pugliese degli “Almoraima”, i “Traballo ” con la musica popolare e tradizionale marchigiana, i “Mascarimirì” con il loro “Punk-Dub Tarantolato Salentino” ossia una rivisitazione della musica salentina, i siciliani “Unavantaluna” e i toscani “Matti delle Giuncaie”. Numerosi altri gruppi, hanno allietato i tre giorni del festival: il gruppo napoletano “I vecchi morti di fame” del Teatro Bellini di Napoli, il gruppo di ricerca etnomusicale “Shpirti Arberesh” di Cerzeto che ha sfilato per le stradine di Alessandria del Carretto con gli splendidi costumi femminili arbëreshë e che ha eseguito danze tradizionali, il teatro, molto seguito, dei “Fratelli di strada” e tanti altri artisti e suonatori non solo locali ma anche stranieri.
Interessanti e belli anche i murales del maestro Marcello Garofalo, di cui uno, in tema con il titolo del festival, ricorda la frana del 2 febbraio 2014.  
Sono stati tre giorni pieni, che hanno visto la partecipazione di migliaia di giovani e meno giovani, provenienti da varie parti d’Italia e dall’estero, che con la loro presenza hanno voluto gridare che non si possono condannare alla scomparsa piccoli centri come Alessandria del Carretto.
E gli organizzatori di questa XI Radicazioni, che avevano già organizzato anche la “Marcia sul marcio”, per protestare contro l’isolamento dovuta alla frana, ripetono, ancora una volta, che: “Qui si vive un disagio ambientale e sociale che sta mettendo a dura prova la tenacia dei suoi abitanti. Chi si assume oggi la responsabilità di far morire un luogo? Chi vuol decretarne la morte? Radicazioni no! Radicazioni lotta per la vita”. E come dargli torto!

Articolo tratto da Confronti luglio agosto 2014

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